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Abbronzati e Proteggiti
Arriva il sole, arriva l’estate, ma arrivano anche le scottature ed i dolori.Questo è uno dei grandi problemi dell’estate, soprattutto per coloro che hanno una carnagione molto chiara e ricca di nei. Per coloro che corrono in spiaggia fin dal primo raggio di sole, consiglio vivamente di passare in rassegna una buona linea di prodotti [...]
24 giugno 2009
Arriva il sole, arriva l’estate, ma arrivano anche le scottature ed i dolori.Questo è uno dei grandi problemi dell’estate, soprattutto per coloro che hanno una carnagione molto chiara e ricca di nei.
Per coloro che corrono in spiaggia fin dal primo raggio di sole, consiglio vivamente di passare in rassegna una buona linea di prodotti di protezione solare.
Ecco alcuni punti essenziali da conoscere e imparare prima di esporsi al sole.
RAGGI U.V. : COSA SONO E PERCHE’ DIFENDERSI
Le fonti di radiazione più comuni sono quelle naturali, cioè i raggi del sole, quelli cosmici e i corpi radioattivi, ma esistono anche quelle artificiali costituite dalle lampade al quarzo e ai vapori di mercurio. Le vibrazioni elettromagnetiche sono costituite dai raggi gamma, dai raggi X, dagli U.V. (ultravioletti), dai raggi luminosi (visibili), dagli infrarossi o I.R., dalle onde hertziane e sono caratterizzate da una maggiore o minore lunghezza d’onda.
Il sole è sicuramente la più importante fonte naturale di energia e di radiazioni.Gran parte delle radiazioni solari vengono assorbite nella ionosfera e nell’atmosfera terrestri: sulla terra giunge circa il 7% di questa immensa energia, le radiazioni ultraviolette,chiamate raggi U.V, quelle visibili e una parte di infrarossi.
I raggi U.V. vengono riflessi dallo strato corneo in minima parte e penetrano negli strati più profondi con un’intensità di riflessione e di penetrazione che aumenta con l’aumentare della lunghezza d’onda e a seconda delle caratteristiche di un soggetto e delle zone corporee.
Grazie ai suoi naturali meccanismi di difesa, la pelle è in grado di proteggersi dagli effetti dannosi di raggi UV. Questi meccanismi comprendono:
- pigmentazione
- ispessimento dello strato corneo
- meccanismi di riparazione del DNA
- sintesi dei filtri UV naturali
- formazione degli antiossidanti naturali
I raggi U.V. sono distinti in :
U.V. -C lunghezza d’onda: 100 – 280 nm
In normali condizioni, non giungono sulla terra in quanto assorbiti dallo scudo di ozono che avvolge la Terra. Il loro eventuale contatto con la nostra pelle sarebbe deleterio a causa del loro alto potenziale energetico. Cio’ puo’ avvenire solo in alcune zone del pianeta in particolari periodi nei quali si verifica una rarefazione dello strato d’ozono (buco d’ozono)
U.V. -B lunghezza d’onda: 280 – 320 nm
responsabili dell’eritema solare. I raggi Uvb , più potenti e dannosi degli Uva, sono concentrati nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 17). Aumentano lo spessore dello strato corneo, il più superficiale della pelle, e assottigliano gli strati più profondi e vitali.
U.V. -A lunghezza d’onda: 320 – 400 nm
responsabili dell’abbronzatura ed in misura molto minore di eritemi. I raggi Uva hanno intensità piuttosto costante nel corso della giornata. Non sono molto potenti, ma penetrano negli strati profondi della pelle modificando le fibre che danno tonicità ai tessuti. Pur non essendo i principali responsabili delle scottature, favoriscono la comparsa di rughe.
I raggi ultravioletti hanno varie azioni sulla pelle: stimolano la funzione pigmentogena, cioè la neoformazione di melanina nell’epidermide (l’abbronzatura), svolgono un’azione disinfettante a livello della cute, stimolano la sintesi della vitamina D;
Un’esposizione prolungata al sole può tuttavia provocare danni a volte irreversibili: l’eritema (la scottatura), che coinvolge le cellule e i vasi dell’epidermide e si manifesta con iperemia, rottura di piccoli vasi, bolle, edemi, fuoriuscita di liquido. Inoltre gli U.V. , accelerano la proliferazione di peluria e, talvolta, possono determinare la comparsa di tumori cutanei.
Ricordatevi quindi che i raggi ultravioletti possono causare Colpi di sole, eritemi, edemi , Invecchiamento della pelle e inoltre tumori della pelle, melanomi, ecc.
Naturalmente se l’esposizione al sole è graduale, in ore adatte, opportunamente distanziate, la pelle riesce a difendersi da sola dai danni sia immediati che cronici. Se l’esposizione è eccessiva o troppo brutale, la cute diventa anelastica, giallastra, opaca e abbellita solo per brevi periodi da un’abbronzatura temporanea. L’esposizione ai raggi solari può determinare fenomeni di fototossicità, specialmente in persone che utilizzano particolari farmaci, e alcuni effetti endogeni con aggravamento di patologie preesistenti per fattori genetici, immunologici, enzimatici e ormonali
FOTOTIPI
La corretta esposizione al sole parte dal riconoscimento del proprio fototipo: il fototipo indica la qualità e la quantità di melanina presente in condizioni normali (ossia senza l’effetto di un’esposizione ai raggi ultravioletti) nella pelle.
L’appartenenza a un fototipo è fondamentale per capire quali creme abbronzanti e prodotti solari sono migliori per proteggere la nostra pelle.
Il fototipo si determina in base al colore della carnagione, dei capelli e degli occhi.
Fototipo 1: carnagione molto chiara, spesso con efelidi, capelli biondi o rossi, occhi chiari. La mancanza quasi totale di melanina provoca generalmente un eritema evidente a ogni esposizione al sole non protetta, con conseguente abbronzatura molto tenue o inesistente. La reazione ai raggi solari è molto elevata, con alto rischio di danni permanenti e di scottature anche gravi.
Fototipo 2: carnagione chiara, capelli biondo scuro o castano chiaro. La quantità di melanina è ridotta, per cui la pelle tende a scottarsi facilmente. L’abbronzatura risultante all’esposizione è lieve (dorata).
Fototipo 3: carnagione abbastanza scura, capelli castani. La pelle si scotta solo dopo un’esposizione prolungata. Si può ottenere un’abbronzatura intensa e omogenea.
Fototipo 4: carnagione olivastra, occhi e capelli neri. La pelle si scotta molto di rado. In breve tempo viene prodotta un’abbronzatura molto intensa.
I fototipi 5 e 6 non appartengono alla razza europea, per questo motivo non li menzioniamo.
Ci sono poi persone estremamente fotosensibili a causa di problemi vascolari, oppure anziani ammalati e indeboliti. Per questi soggetti è consigliabile una intensa protezione della pelle e molta cautela nell’esposizione perché il loro tempo di acclimatazione è piuttosto lungo.
REGOLE PER UNA CORRETTA ESPOSIZIONE AL SOLE:
I soggetti con fototipo 1 non devono esporsi al sole, essenzialmente perché la loro pelle non è in grado di produrre melanina, quindi non possono abbronzarsi. Quando costretti a stare al sole, queste persone devono ricorrere a prodotti solari con filtri elevati (SPF 35-60) o addirittura a schermo totale.
Moltissima attenzione devono fare i soggetti con fototipo 2. L’esposizione va preceduta dall’aspersione del corpo con creme solari adatte in modo da ridurre i danni derivanti dall’aggressione eccessiva dei raggi ultravioletti. Nei primi due giorni in cui si prende il sole è raccomandato un fattore di protezione totale su viso e zone delicate e filtri non inferiori a 25-30 SPF per il corpo. Nei giorni seguenti si possono usare protezioni più ridotte, da 15 SPF a 20 SPF.
I soggetti con fototipo 3 e 4 sono in effetti i veri beneficiari della tintarella: la produzione di melanina della loro pelle dà senz’altro l’apprezzabile risultato di un’abbronzatura compatta e ben visibile. Anche questi soggetti però subiscono l’effetto dannoso dei raggi UV, per cui schermare la pelle con delle creme soprattutto nei primi tempi dell’esposizione al sole è assolutamente consigliato, specialmente sulle parti più delicate (contorno occhi, labbra, seno, decolleté).
I fototipi 3 devono usare filtri elevati, da 20 SPF a 25 SPF, sul viso e corpo per i primi due giorni, passando poi a 10 SPF nei successivi.
I fototipi 4 possono limitarsi all’uso di creme a fattore di protezione da 8 SPF a 15 SPF nei primi giorni, per poi arrivare a 4 SPF.
I bambini e comunque i ragazzi sotto i 15 anni richiedono un livello di attenzione paragonabile a quello per il fototipo 1.
Allo stesso modo devono comportarsi le persone che soffrono di patologie come l’ipersensibilità alle radiazioni o particolari patologie.
Anche se cautamente vi mettete sotto l’ombrellone non pensate che non vi arrivino radiazioni: sotto l’ombrellone i raggi passano nell’ordine del 30%, e comunque vi arrivano in quantità variabile una forte dose di radiazioni riflesse. Anche in questo caso, quindi, occorre difendersi con i filtri solari.
Attenzione particolare va prestata infine agli occhi: se non vengono protetti con occhialini o occhiali da sole di qualità si può causare un’infiammazione della cornea e della congiuntiva, ma anche provocare il danneggiamento del cristallino e della retina, che con il tempo può tradursi in una riduzione anche considerevole della capacità visiva.
Questi accorgimenti valgono per chi desidera sdraiarsi su una spiaggia mediterranea, caratterizzata da un’intensità di radiazione non lieve ma neppure intensissima.
Se invece avete prenotato un viaggio in terre tropicali, considerate un aumento proporzionale di tutti i fattori di protezione suggeriti, quanto più elevato quanto più vi avvicinate all’equatore. Su spiagge tropicali può essere valida per esempio la prassi per cui non ci si esponga mai al sole nelle ore centrali della giornata tra le 11 e le 16. Durante la prima settimana per tutti i fototipi è opportuno usare prodotti a schermo totale da applicare ogni due ore e dopo ogni immersione in acqua. Per la seconda settimana usare una protezione 40 SPF per le pelli chiare ed ambrate, 30 SPF per le pelli più scure.
La regola fondamentale è comunque di valutare sempre dove e come si prende il sole: più si sale in montagna, più è diretta l’azione dei raggi ultravioletti e quindi maggiore dev’essere la schermatura. Più il luogo in cui vi trovate è chiaro e riflettente, come per esempio una spiaggia di sabbia chiara, o la neve se andate in alta montagna, maggiore sarà la quantità di radiazioni che la vostra pelle riceverà, perché oltre ai raggi UV diretti sarete bombardati anche da quelli riflessi. Anche in questo caso, utilizzate le indicazioni che vi abbiamo dato con un pizzico di elasticità, aumentando o diminuendo opportunamente il livello di protezione.
Altro suggerimento è quello di evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde della giornata. Oltre a rischiare molto di più sulla pelle, si corre il rischio di prendere un bel colpo di calore!
CREME SOLARI:
In generale non si deve mai preparare la pelle all’esposizione con prodotti che hanno l’effetto dichiarato di accelerare la produzione di melanina: si corre il serio rischio di compromettere la qualità del risultato o di peggiorare l’effetto nefando dell’esposizione ai raggi UV, aumentando il pericolo di ustioni e di avvizzimento della pelle. Questi prodotti modaioli offrono il miraggio di una abbronzatura più rapida, ma la contropartita è quella di rischiare di rovinare la pelle in modo anche abbastanza grave.
Gli autoabbronzanti invece non interferiscono con il sole, ma non ci si deve lasciare ingannare dall’alterata pigmentazione della pelle che producono: la colorazione della cute deriva da uno zucchero che spalmato sulla pelle si lega alla cheratina, una proteina dell’epidermide, costituendo un nuovo composto il cui colore dà la sensazione ottica dell’abbronzatura.
In realtà pochi giorni dopo l’applicazione del prodotto l’abbronzatura scompare, perché la coloritura interessa solo la superficie dell’epidermide, in continuo ricambio. In questo senso non si deve pensare che la pelle dopo l’autoabbronzante sia più preparata a ricevere le radiazioni, quindi la prassi da seguire nell’esposizione solare rimane quella adatta al proprio fototipo, e non tiene conto in nessun modo dell’impiego di prodotti autoabbronzanti.
Come scegliere i prodotti solari e le creme abbronzanti più adatte tra l’enorme quantità in commercio adesso che è più chiaro come ci si deve comportare quando ci si espone al sole?
Varie forme di abbronzanti:
Oli solari: anticamente l’unica forma possibile per veicolare filtri solari (pensate all’olio di noce o anche d’oliva usato dai nostri antenati) permettono una validissima dispersione dei filtri solari e non implicano la presenza di conservanti. Il fattore di protezione reso è però abbastanza basso, perché l’estrema spalmabilità e la formazione di una pellicola trasparente e idroresistente ma molto sottile limita la forza della barriera filtrante. Sono ideali per i fototipi più scuri o per chi è già ben abbronzato. Sono iul prodotto ideale per difendere i capelli dai danni caratteristici delle radiazioni solari: secchezza, indebolimento, perdita di colore.
Stick, lipogel o gel anidri: sono prodotti molto grassi ma venduti in forma solida e contengono frequentemente anche vaselina o oli minerali. Per la loro densità e la loro untuosità si usano solitamente per piccole aree cutanee, come le labbra, il viso, il seno o anche per coprire le macchie scure provocate dal sole ed evitarne l’aumento di dimensioni.
Idrogel: sono prodotti gelatinosi a base acquosa, o alcolica. Benché siano in grado di arrecare istantaneo refrigerio danno un basso indice di protezione. La presenza di alcool è poco indicata per l’uso su pelli sensibili, secche e di bambini o anziani. È invece particolarmente indicata per i capelli o come doposole: esplicano una significativa azione riparatrice sugli effetti negativi del sole, producendo una bella sensazione rinfrescante unita a un valido potere lenitivo e idratante.
Emulsioni: la mistura di componenti grasse e acquose consente di veicolare un’elevata presenza di filtri sia fisici che chimici, di creare sulla pelle una pellicola protettiva piuttosto spessa e di resistere bene all’acqua e al sudore. Le emulsioni congiungono alla protezione solare numerose altre caratteristiche: sono idratanti, proteggono dai radicali liberi, esplicano un effetto antirughe. Sono invece poco consigliabili le microemulsioni perché vengono assorbite troppo rapidamente dalla cute perdendo l’effetto di difesa che dovrebbero assicurare.
Paste e creme dense: sono prodotti contenenti prevalentemente filtri fisici con azione cutanea di superficie. Hanno il vantaggio di essere povere di conservanti e additivi, senza profumo e rigorosamente controllate sotto il profilo della degradabilità, rendendole estremamente adatte all’utilizzo sulla pelle sensibilissima dei bambini.
Acque solari: sono prodotti liquidi che si aspergono sulla pelle sotto forma di spray rinfrescanti e profumati. Hanno un livello di protezione solare minimo e pertanto il loro utilizzo è da evitare su pelli con fototipo basso o non ancora sufficientemente abbronzate.
Un’ultima considerazione va fatta sui prodotti doposole. Questi servono essenzialmente a reidratare la pelle che è stata letteralmente disidratata dai raggi infrarossi e a lenire i danni procurati dalla sovrabbondanza di radiazioni. In più offrono un senso di refrigerio e di rinvigorimento anestetizzando in qualche caso il bruciore procurato da leggere scottature.
In ogni caso, soprattutto se avete sofferto nel passato di particolari problemi epidermici, o volete essere più che sicuri di fare la scelta dei prodotti più indicati per la vostra pelle, il consiglio è di acquistare in farmacia, facendovi consigliare la soluzione più adatta.
Fonte: www.migliorscelta.it
Ecco inoltre un utile link con test per verificare le vostre conoscenze: Test abbronzatura
Posted by: Alessia Ferlito Alessia-f@live.it













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