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Rita Levi-Montalcini.
Rita Levi-Montalcini (1909), autrice, insieme con Giuseppina Tripodi, del libro da cui abbiamo tratto le biografie di altre donne scienziate, è nata a Torino, da una famiglia benestante di origine ebrea e si è laureata in Medicina nell’Istituto di Anatomia Umana dell’Università della sua città. Per intraprendere gli studi dovette convincere il padre che non [...]
5 agosto 2011
Rita Levi-Montalcini (1909), autrice, insieme con Giuseppina Tripodi, del libro da cui abbiamo tratto le biografie di altre donne scienziate, è nata a Torino, da una famiglia benestante di origine ebrea e si è laureata in Medicina nell’Istituto di Anatomia Umana dell’Università della sua città. Per intraprendere gli studi dovette convincere il padre che non era d’accordo con la figlia sul progetto di una carriera così inusuale per una donna di quei tempi. “Nel 1938 la promulgazione in Italia delle leggi razziali, che discriminavano gli ebrei, non le consentì di continuare il suo lavoro di assistente all’Università. Proseguì comunque le sue ricerche sui processi del differenziamento del sistema nervoso prima in Belgio e poi di nuovo a Torino, dal 1940, in un piccolo laboratorio allestito privatamente. Durante l’occupazione tedesca trascorse, insieme ai suoi familiari, un periodo di clandestinità a Firenze in continuo rapporto con i dirigenti del Partito d’Azione. Su invito di Viktor Hamburger si recò nel 1947 alla Washington University di Saint Louis, nel Missouri. In qualità di docente di Neurobiologia qui proseguì le ricerche scientifiche cominciate a Torino. Nel 1952 si recò in Brasile, per poter eseguire gli esperimenti su colture in vitro presso l’Istituto di Biofisica dell’Università di Rio de Janeiro, ospite del direttore Carlo Chagas. Proprio a Rio de Janiero tali ricerche, nel dicembre del 1952, aprirono la possibilità di identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, noto con l’acronimo NGF): scoperta questa che le valse nel 1986 il Premio Nobel per la Medicina. Al suo ritorno a Saint Louis, nell’inverno del 1953, si unì alle sue ricerche un giovane biochimico, Stanley Choen. Insieme, utilizzando il sistema in vitro da lei ideato, identificarono una frazione proteica tumorale dotata della proprietà di stimolare la formazione dell’alone fibrillare attorno a gangli coltivati in prossimità di frammenti di tumore. Rita Levi-Montalcini si è poi stabilita definitivamente in Italia nel 1969 per assumere la direzione dell’Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma”(‘Le tue antenate, donne pioniere nella società e nella scienza, dall’antichità ai giorni nostri’, Rita Levi-Montalcini, Giuseppina Tripodi). Rita Levi-Montalcini segue l’attività di ricerca e di studio delle neuroscienze, presso l’European Brain Research Insitute (EBRI), istituto creato da lei nel 2004. Nel settore sociale si occupa, come presidente, della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, da lei creata insieme alla sorella gemella Paola, nota artista, fondazione che ha lo scopo di aiutare le giovani donne dei Paesi dell’Africa nell’istruzione, mediante l’erogazione di borse di studio finanziate da contributi pubblici e privati. Nel 2001 Rita Levi-Montalcini, membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia Pontificia delle Scienze, della National Academy of Scienze e della Royal Society, è stata nominata senatrice a vita. Dalla lettura della vita di queste donne scienziate si immagina lo sviluppo della conoscenza umana che si realizza procedendo in varie direzioni: numerosi anni di studio e l’’imponderabile’ esito di tante ricerche che è il momento della scoperta. Comprendere è affascinante, che si tratti di sistemi complicatissimi o di quel tanto di realtà che riusciamo, a volte, ad afferrare, e ci fa sgranare gli occhi, colpiti da stupore infantile: ‘Wow!’.
Manuela.













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