Prevenire è meglio che curare: il vaccino per HPV

Spesso e volentieri se ne parla, in realtà si capisce ben poco. Esattamente che cos’è il Papilloma Virus? e che ruolo svolge nell’evoluzione del tumore al collo dell’utero? Non è affatto antica la scoperta della relazione causale tra Papilloma Virus (HPV) e Cancro della Cervice Uterina che infatti risale ai primi anni ’90. E’ in [...]

16 marzo 2009

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Spesso e volentieri se ne parla, in realtà si capisce ben poco. Esattamente che cos’è il Papilloma Virus? e che ruolo svolge nell’evoluzione del tumore al collo dell’utero?

donna Prevenire è meglio che curare: il vaccino per HPV

Non è affatto antica la scoperta della relazione causale tra Papilloma Virus (HPV) e Cancro della Cervice Uterina che infatti risale ai primi anni ’90. E’ in quel periodo che si nota una stretta relazione tra alcuni tipi (ceppi) di HPV ed il cancro cervicale: in particolare si arriverà a concludere che tra i circa 100 virus identificati solo alcuni (13 in totale) possono causare il tumore e che tra questi solo il tipo16 e 18 rappresentano la causa di circa il 70% dei casi.

Il Papilloma virus umano ( HPV ) è un virus a DNA in grado di trasformare le cellule entrando nel controllo del loro meccanismo di replicazione; la sua trasmissione avviene per via sessuale. Oltre a determinare le alterazioni cellulari della cervice uterina (da forme lievi fino al cancro) è anche la causa (particolarmente il ceppo 6 ed 11) dei condilomi acuminati da alcuni chiamati anche “creste di gallo”. Tumore della cervice uterina e condilomi sono quindi strettamente correlati con l’attività sessuale.E’ un virus molto diffuso: ne esistono oltre 100 sierotipi, ma di questi solo alcuni sono capaci di provocare quelle alterazioni della mucosa del collo dell’utero che possono portare al tumore. Fra i sierotipi in grado di provocare lesioni pretumorali, il 16 e il 18 sono i più importanti, in quanto responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero.
L’infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale, si stima che oltre l’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita. Il rischio di contrarre l’infezione comincia col primo contatto sessuale e può perdurare per tutta la vita, ma l’incidenza è più alta nelle donne attorno ai 25 anni.
L’uso del profi lattico riduce il rischio ma non protegge completamente da questa infezione.
Nella maggior parte delle donne l’infezione è transitoria, asintomatica (cioè la
donna non si accorge di nulla ) e guarisce spontaneamente; solo nel 10% circa
diventa persistente.
L’infezione persistente con HPV oncogeni è la condizione necessaria per l’evoluzione a tumore.
Tuttavia di quel 10% con infezione persistente solo una piccola parte svilupperà
il tumore del collo dell’utero in quanto il virus, pur necessario, non è suffi ciente
da solo a sviluppare il tumore.
Fumo di sigaretta, uso prolungato di contraccettivi orali, coinfezione da HIV , più partner e più fi gli sono fra i fattori che contribuiscono allo sviluppo del tumore del collo dell’utero.
Il tumore del collo dell’utero è dunque un esito raro di una infezione comune.
Inoltre, si tratta di un processo molto lento: infatti possono passare anche 20 anni tra l’infezione e la comparsa del tumore.

PAP TEST:

Fino a poco tempo fa  la prevenzione di questo tumore si è basta nell’adottare comportamenti sessuali prudenti (uso del preservativo ) e nell’effettuare periodicamente uno dei test più raccomandati alle donne: il Pap Test. Quest’ultimo che consiste nel prelevare alcune cellule dalla cervice uterina e studiarle al microscopio, si è rilevato il più efficace mezzo di prevenzione mediante l’identificazione delle cellule maligne o potenzialmente tali e poter quindi salvare tantissime donne prima dellìevoluzione neoplastica.
In diverse regioni italiane sono attivi dei programmi di prevenzione (screening) rivolti a tutte le donne di età compresa fra 25 e 64 anni: queste donne vengono invitate dalla Azienda USL a effettuare un Pap Test completamente gratuito ogni 3 anni.

Tuttavia Il Pap Test può essere effettuato anche nel corso di una normale visita ginecologica, non è doloroso e viene consigliato dopo l’inizio dell’attività sessuale ( molte donne spesso ritardano la visita ginecologica ritenendola superflua o poco consona. In realtà si tratta di una visita molto importante e che tutte le ragazze intorno ai 18-19 dovrebbero affrontare)

IL VACCINO:

In questo panorama, si inserisce il programma di sviluppo di vaccini per la prevenzione primaria dell’infezione da Hpv.

52ce1c2b6d6c3597868ccf4xc4 Prevenire è meglio che curare: il vaccino per HPV

A partire dal mese di marzo 2008 è stata avviata la campagna di
offerta del vaccino attiva e gratuita rivolta alle ragazze dagli 11 ai 12 in modo uniforme in tutto il territorio italiano (a partire da quelle nate nel 1997), e negli anni tenterà  di produrre una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione.

Per la somministrazione dei vaccini contro il virus HPV, le famiglie  possono rivolgersi alle proprie ASL per informazioni sulle modalità di effettuazione della vaccinazione.

Il vaccino contro l’HPV costituisce un importante strumento di prevenzione primaria del carcinoma della cervice uterina. Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di questo tumore.

Perchè il vaccino deve essere somministrato nelle ragazze tra 11 e 12 anni?
La somministrazione del vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali(quindi nella fascia d’età compresa tra i 10 e 12 anni) è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che si acquisisce di norma subito dopo l’inizio dell’attività sessuale, e perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore di quella osservata nelle donne in altre fasce di età.
E’ allo studio, inoltre, un ulteriore sviluppo della strategia vaccinale per valutare l’allargamento, in futuro, dell’offerta attiva anche ad altre coorti di donne (tra i 25 e i 26 anni).
Vi ricordo che il vaccino è inoltre disponibile a pagamento in farmacia, previa prescrizione del medico, ed è destinato alle donne che non hanno ancora contratto l’infezione da HPV e possibilmente non hanno avuto rapporti sessuali non protetti.

E’ bene ricordare che il vaccino  affianca ma non sostituisce lo screening periodico della cervice uterina, raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, perchè protegge dalle lesioni causate solo da alcuni genotipi di HPV ; per tutti gli altri genotipi di HPV l’unica prevenzione resta il pap-test. Quindi se ancora non avete provveduto e siete state sempre diffidenti rivolgetevi immediatamente ad uno specialista per una prima visita ginecologica  e ricordatevi che “prevenire è meglio che curare”!!!

Per maggiori informazioni sul vaccino e sul pap test vi invito a visualizzare il seguente link: http://www.ministerosalute.it/speciali/piSpecialiNuova.jsp?id=75

Scritto da Alessia

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