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La nascita di una nuova società…
Le figure mitologiche possono essere utilizzate come strumenti per delineare nuovi valori connessi alla nascita di una nuova società e in linea con i tempi del nuovo millennio. La ricerca di una trama mitica per connettere passato, presente e futuro in cui riconoscersi come collettività globale. Le rappresentazioni mitiche sono alla base delle nostre idee [...]
20 maggio 2011
Le figure mitologiche possono essere utilizzate come strumenti per delineare nuovi valori connessi alla nascita di una nuova società e in linea con i tempi del nuovo millennio. La ricerca di una trama mitica per connettere passato, presente e futuro in cui riconoscersi come collettività globale. Le rappresentazioni mitiche sono alla base delle nostre idee e comportamenti, sorreggono le dinamiche relazionali, i valori e gli atteggiamenti. Simboli e significati con cui ci rappresentiamo e scambiamo con gli altri nell’interazione negli spazi sempre più vasti del mondo globalizzato. Nella società contemporanea le tematiche ambientali basate su principi quali l’idea di complessità, interdipendenza e di equilibrio ben si accordano con un modo di concepire le relazioni umane rispondenti a questi principi. L’attenzione sempre crescente per l’ecologia trova corrispondenza con il sistema del pantheon greco. Ginette Paris, insegnante di Psicologia e Mitologia al ‘Pacifica Graduate Institute’ di Santa Barbara, ha elaborato alcuni assunti dei movimenti femministi degli ani ’60 proponendo una lettura della psiche (Anima o coscienza) femminile, ma potremmo dire anche maschile in quanto si rilevano elementi appartenenti ai due sessi, per condurre una ricerca sull’immaginario femminile costruito dalle donne. Nel libro “La rinascita di Afrodite”, la studiosa osserva che ogni divinità esprime un aspetto della psiche umana e in particolare della realtà femminile e ci invita a tenere conto di questa complessità senza identificarci con una di esse soltanto. Afrodite è ‘creatura di schiuma’, ma questa è la schiuma fecondata da Urano poi evirato da Crono, suo figlio (alcune versioni sostengono per difendere la madre Gea o i fratelli che Urano uccideva, altri per gelosia del potere di procreazione di Urano). Il membro cadde nel mare e da lì nacque Afrodite, una donna bella e aggraziata che venne associata all’Amore, allo slancio verso il creare. I Greci, la cui religione non era basata sul dogma, assorbirono la religione antica della Grande Madre, monoteista, formando, dalla simbologia del mito, una pluralità di divinità femminili e maschili: dei e dee che circoscrivevano e specificavano differenti caratteristiche dell’uomo e della donna e le varie situazioni dell’esistenza umana. Certo, la cultura nell’antica Grecia concedeva poco potere alle donne anche se ha elaborato divinità femminili molto potenti. Questo “forse perché gli storici che hanno descritto la società greca ce ne hanno tramandato una visione che esclude dalla sfera del potere l’influenza delle attività femminili”. Ma sappiamo che l’immaginario femminile ha avuto un ruolo importante nel tramandare alcuni miti, come ad esempio attraverso il racconto di sacerdotesse, sibille e narratrici. Afrodite, nata dal mare e figlia del cielo, simboleggia l’unione di elementi opposti: conduce alle origini , alla coscienza arcaica del corpo e in quanto ‘celeste’ è veramente una ‘porta del cielo’. La bellezza di Afrodite è generatrice di civiltà, di armonia e pace, delle istanze spirituali che si coltivano come i fiori e che rappresentano i valori cari alla divinità, nei modi che vedremo. Omero, nel quinto libro dell’Iliade ci riporta le parole che Zeus rivolge ad Afrodite per indicare il compito precipuo che aspetta lei:
A te figlia mia, non sono state
Destinate le opere della guerra;
tutto ciò sarà cura di Ares veloce
e di Atena; tu invece pensa alle
opere desiderabili del gamos.
Manuela.













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