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Pari opportunità
Confrontando la situazione italiana a quella dei paesi scandinavi e dei Paesi Bassi possiamo notare delle differenze sia nell’ambito delle pari opportunità sia nelle condizioni di vita. I governi di questi paesi hanno attuato delle riforme nell’istruzione secondaria, dove le origini sociali hanno influito poco sulla possibilità di portare a termine gli studi e nelle condizioni [...]
18 aprile 2011
Confrontando la situazione italiana a quella dei paesi scandinavi e dei Paesi Bassi possiamo notare delle differenze sia nell’ambito delle pari opportunità sia nelle condizioni di vita. I governi di questi paesi hanno attuato delle riforme nell’istruzione secondaria, dove le origini sociali hanno influito poco sulla possibilità di portare a termine gli studi e nelle condizioni di vita con la riduzione delle differenze di reddito e con politiche adeguate. Possiamo dunque dire che dove è maggiore la parità di condizioni, maggiori sono le pari opportunità. In Italia, la disoccupazione e l’aumento dei lavoratori cassa integrati potrebbe portare ad un ridimensionamento delle politiche per le pari opportunità. In pratica, chi pagherebbe per una cattiva distribuzione delle risorse potrebbero essere le donne, invitate, in modo indiretto, con difficoltà oggettive nel conciliare la vita lavorativa e familiare, a tornare tra i fornelli. I giovani sembra siano un’altra fascia debole, un altro facile bersaglio per chi vuole scremare il folto gruppo degli aspiranti lavoratori. Alle donne certamente non va di risolvere sposando uno ricco. Le donne vogliono lavorare in un paese e per un paese che offre le stesse opportunità, a tutti.
Manuela.













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