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“Sex Blues”:quando l’orgasmo non è una liberazione.
La chiamano Sex blues , la“tristezza dopo il sesso“, ne soffrirebbe una donna su tre. Gli studi neurologici, dalla scuola freudiana in poi, hanno provato a riconoscere le ragioni dell’inconscio nei loro studi; tuttavia le cause neuronali vere e proprie restano ancora poco chiare e velate da ipotesi divergenti. Il Sex blues, tristezza post-rapporto sessuale, o [...]
16 aprile 2011
La chiamano Sex blues , la“tristezza dopo il sesso“, ne soffrirebbe una donna su tre. Gli studi neurologici, dalla scuola freudiana in poi, hanno provato a riconoscere le ragioni dell’inconscio nei loro studi; tuttavia le cause neuronali vere e proprie restano ancora poco chiare e velate da ipotesi divergenti. Il Sex blues, tristezza post-rapporto sessuale, o anche sindrome depressiva post-coitum (anche se non è associabile alle sindromi depressive per antonomasia) riguarda la condizione di infelicità e abbattimento e l’insieme di sensazioni spiacevoli che proverebbero molte donne alla fine del rapporto sessuale. Sensazioni ansiogene, malinconiche e spesso accompagnate da un forte desiderio di piangere, spesso immotivato, o da brividi di freddo. Chiariamo una cosa: questo stato non dipende assolutamente dalla prestazione del vostro partner, poiché non è legato al grado di soddisfazione sessuale o al raggiungimento o meno di un orgasmo.
I ricercatori dell’università del Queensland, in Australia, e dell’università dello Utah, negli Stati Uniti, hanno condotto un accurato studio su più di 200 giovani donne, che hanno confermato, nel 32,9% delle interviste, di aver sofferto di sex blues almeno una volta nella vita. La crisi è passata in pochi minuti, nulla a confronto della più famosa baby blues, depressione post-parto, comunque molto sgradevole. Solitamente questa “depressione” colpisce ad orgasmo raggiunto, proprio in quel momento in cui il nostro fisico dovrebbe provare un rilassamento generale ed essere pervaso da uno stato di calma fisica e psichica.
I prossimi passi della ricerca saranno diretti all’identificazione del soggetto medio colpito da questi sintomi: se si tratti di ansia derivante da problemi sessuali o addirittura da violenze subite o se colpisca indifferentemente soggetti predisposti e donne dalla vita sessualmente equilibrata. Il professor Schweitzer, australiano, è già pronto ad iniziare la seconda fase dello studio, dall’analisi psicologica dei soggetti colpiti alla predisposizione biologica a questa anomala malinconia. Chi lo dice che il sesso è sempre un piacere?













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